Anno 1958 a 1969 - alpinicaerano

Vai ai contenuti

Menu principale:

Anno 1958 a 1969

Rassegna stampa

Da Fameja Alpina

1958:

Ricordo dell’adunata per l’inaugurazione del Gagliardetto del Gruppo di “Caerano di San Marco”

Il 27 aprile 1958  Caerano di San Marco ha vissuto una magnifica giornata di entusiasmo e di passione … alpina. La Sezione di Treviso ha voluto essere al completo per porgere il più cordiale benvenuto al Gruppo di Caerano di San Marco nuova perla che si aggiunge alla ricca collana della “fameja alpina” trevisana. La cerimonia dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e del gagliardetto del nuovo Gruppo alpino, è iniziata alle ore nove, con l’intervento dell’allora Sottosegretario di Stato on. dott. Mario Ferrari Aggradi che rappresentava il Governo.
Fin dal primo mattino “Veci e Bocia“ sono convenuti a Caerano con ogni mezzo: da Cornuta , da Onigo, da Castelli, da Cavaso da Possagno, da Borso, da Onè di Fonte.
Alle porte di Caerano l ‘avv. Cesare Benvenuti, faceva le funzioni di ufficiale di picchetto: ordinava gli arrivi disponeva il concentramento degli automezzi e riuniva gli alpini.
Il discorso ufficiale è stato tenuto dal Capo Gruppo di Caereno di San Marco, Sig. Lino Venturini il quale ha evocato le gesta degli alpini.
Il nostro presidente ing. Luigi Tonon, dopo avere ringraziato le autorità per la loro ambita presenza, ha messo in evidenza la forza morale della nostra “fameja alpina” ed ha invitato quanti sono stati in forza con la “penna nera” a voler aderire, se non lo avessero ancora fatto, alla nostra Associazione. E’stato poi solennemente preso in consegna il gagliardetto del nuovo gruppo dono della maestra Emma Boz.
La manifestazione si è conclusa con un discorso del sottosegretario Ferrari Aggradi che ha avuto parole di ammirazione e di elogio per gli alpini esaltandone il coraggio ed il valore.
Autorità rappresentanze ed alpini si sono poi assisi al desco: un buon rancio alpino per tutti. Al termine di esso il Col. Magnani rivolgeva ai presenti parole di fede e di amor patrio. Crediamo di non avere mai visto “ veci e bocia” così commossi. Chi pronunciava il discorso era un valoroso alpino, era uno di quegli ufficiali per i quali ogni alpino è pronto al proprio dovere fino all’estremo delle forze.
Nel pomeriggio si è svolta la proiezione del film “scarpe al sole” dove abbiamo rivisto ancora una volta il valore eternato degli alpini nella grande guerra. Verso sera la fanfara del “ 7° ” faceva ancora sentire le stupende marce di noi alpin e al suono di queste lentamente ognuno lasciava la ridente borgata di Caerano di San Marco per far ritorno alla sua residenza.
L’ allegria e il buon umore hanno dato il là alla vera festa “de casa nostra” e non è stato facile per alcuni ritornare, come abbiamo detto, alla propria residenza. Colpa del “rosso” troppo gagliardamente bevuto? No davvero, e ci sono molti che sono anche pronti a giurarlo!  


Da Fameja Alpina

1959 : Un anno dopo Caerano di San Marco

Il gruppo alpini ha organizzato un’ adunata alpina per celebrare l’anniversario dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti e della benedizione del gagliardetto locale.
Alla cerimonia commemorativa hanno presenziato le autorità del luogo, rappresentanze dei gruppi alpini limitrofi con i gagliardetti, della Sezione di Treviso, del 7° Alpini e del C.A.R. di Bassano del Grappa.
Pure intervenute rappresentanze della Sezione Mutilati ed Invalidi di Guerra di Caerano di San Marco.
Il corteo degli alpini, mossosi dalla sede di via Cantarane e preceduto dalla fanfara di Maser, si è portato nella Chiesa parrocchiale dove è stata celebrata da Don Paolo Chiavacci, ex tenete alpino, una S. Messa in suffragio di tutti i Caduti.
Al termine del rito religioso il corteo si è ricomposto portandosi al Monumento ai Caduti ove sono state deposte due corone di alloro, una del Gruppo Alpini ed una della Sezione Combattenti e Reduci di Caerano.
Due mazzi di fiori sono stati successivamente collocati dinanzi alla Lapide dei Caduti civili mentre la fanfara suonava l’inno del Piave.
Don Paolo Chiavacci si è poi rivolto ai presenti sottolineando il fulgido eroismo di coloro che si immolarono sull’ altare della Patria per un avvenire migliore.
Il valore del combattente ed in particolare dell’ alpino è stato messo in evidenza dal dott. Vital Gallina, presidente della locale Sezione Combattenti e Reduci.
Al termine della manifestazione è seguito il rancio. “Veci e Bocia” hanno ancora una volta fraternizzato al desco dell’appetito e del buon umore.
“Fameja Alpina” intende manifestare, da queste colonne, il suo compiacimento agli alpinio di Caerano di San Marco per la loro bella manifestazione. Un particolare ringraziamento vada ai soci  Lino Venturini, Antonio Garbuio, Aldo Bortolon, Angelo Bianchin e Settimo De Bortoli, che si sono prodigati affinché ogni cosa riuscisse nel migliore dei  modi.   
Da Il Gazzatino

1960: Con solenne patriottica cerimonia inaugurate le antenne portabandiera


Domenica 28 agosto 1960 a Caerano di San Marco ha avuto luogo l’inaugurazione delle due antenne portabandiera erette nel piazzale del Monumento ai Caduti dal locale Gruppo Alpini.
Alla cerimonia, alla quale hanno partecipato oltre alle autorità locali anche numerose autorità e rappresentanze militari, combattentistiche e d’arma della provincia, nonché del 7° Rgt Alpini di Belluno, sono intervenute un gran numero di “penne nere” con i rispettivi gagliardetti delle diverse sezioni Ana della zona.
Il raduno ha avuto inizio alle 9 e l’apposito Comitato Alpino ha provveduto alla distribuzione dei panini e vino a tutti i partecipanti mentre gli altoparlanti sistemati nella piazza diffondevano inni patriottici e canti di montagna.
Alle 10 le autorità e le bandiere delle varie associazioni prendevano posto nel palco eretto in piazza Venezia, mentre invece gli alpini con i loro gagliardetti, preceduti dalla fanfara di Maser, iniziavano la sfilata passando davanti alla tribuna d’onore, calorosamente applauditi dalla popolazione e si portavano nel piazzale del Monumento ai Caduti, raggiunti subito dopo dalle autorità e da tutte le altre rappresentanze le quali prendevano posto nel palco appositamente eretto.
Dopo la Messa, l’arciprete dott. Don Camillo Pasin, passava alla Benedizione dei due pennoni antenna sui quali venivano subito issate due grandi bandiere tricolori. Uno scrosciante applauso e le note del Piave, suonate dalla fanfara, accompagnavano l’alzabandiera effettuata da due alpini, mentre una squadriglia di aviogetti dell’ aereobase di Istrana passava diverse volte a bassa quota rendendo così più suggestiva la cerimonia.
L’ intervento degli aviogetti era merito dell’ interessamento del Ministro Plenipotenziario Dr. Vitale Gallina Presidente della Sezione Combattentistica ce ancora da queste colonne ringraziamo.
L’Arciprete rivolgendo un elogio particolare agli Alpini per la forma con cui avevano voluto onorare la memoria dei Caduti pronunciava smaglianti parole patriottiche.
Poi il segretario del gruppo Ana di Caerano signor Gino Garbujo, consegnava, al Sindaco di Caerano, con particolare patriottico indirizzo, a nome della Presidenza e del Gruppo Alpini, le antenne e le bandiere, pregandolo di farle innalzare nelle ricorrenze patriottiche e nelle cerimonie analoghe indette a Caerano dagli Alpini e dalle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Il Sindaco cav. Luigi Tiberio, rispondeva accettando, a nome dell’Amministrazione Comunale la consegna delle antenne e delle bandiere, che gli Alpini avevano voluto offrire ad onore e memoria dei Caduti di Caerano: “A voi generosi alpini, assieme alla gratitudine e riconoscenza delle famiglie dei Caduti, il plauso più sentito nostro e della popolazione tutta, perché avete saputo affrontare con il vostro ardire, con i vostri sacrifica la bella iniziativa”. E ricordando i caduti , concludeva: “Auspico che possiate essere degni di tante glorie e centro di forza, di fratellanza e di patriottismo in quella terra di San Marco, per un avvenire di pace e di sicura prosperità. Infine l’ ing. Tonon, presidente della Sez. Ana di Treviso, dopo aver letto il telegramma del presidente nazionale, ha ringraziato autorità intervenuti e popolazione per l’imponente manifestazione svoltasi in una circostanza così cara agli Alpini.
Mentre continuavano gli applausi, il mutilato e invalido di guerra Attilio Mondin ha letto l’adesione del presidente della sezione dei combattenti e reduci di Caerano. E’ seguito il ricevimento nell’aula magna delle scuole, alle autorità alle rappresentanze ed alle famiglie dei Caduti e Dispersi in guerra.
Il rancio, ben preparato, nel cortile ombreggiato dell’Asilo, raccolse in fraterna allegria di stile alpino oltre 300 partecipanti.
Dopo il concerto bandistico – orchestrale è stata estratta la lotteria. Ringraziamo tutti i soci che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera, in particolare i Signor Venturini, Rossi e Comunello che oltre alle prestazioni della sua preziosa opera ha anche largamente sostenuto finanziariamente il gruppo Alpini, L’infaticabile segretario Gerbujo e tutto il consiglio e glia altri che volontariamente hanno contribuito con il lavoro e offerte.
Non va dimentica la generosa collaborazione della Signorina maestra Emma Boz, madrina della bandiera, che dopo aver due anni fa, offerto il gagliardetto, ha contribuito generosamente anche per questa opera.
L’opera è stata realizzata con le offerte degli Alpini del gruppo di Caerano aiutati dalle offerte dei signori:
Maestra Boz L. 10.000 – De Gaveri Pietro L. 5.000 – Silvio Risotto L. 2.000 – Cav. Luigi Tiberio L. 1.000  - De Macchi Luigi L. 1.000 – Gallina Luigi L. 500 – Pozzobon Pietro L. 500 – Velo Riccardo 500.






Da Fameja Alpina
1961: L’assemblea del gruppo di Caerano di San Marco

Presso la sala del cinema “Monte Grappa” di Caerano si è svolta l’assemblea generale dei soci del Gruppo Alpini alla quale hanno partecipato, oltre agli scarponi veci e bocia, anche i loro famigliari e simpatizzanti.
Erano pure presenti le Autorità locali, l’Arciprete dr. Don Camillo Pasin, l’ing. Luigi Tonon Presidente della Sez. A.N.A. di Treviso, le Associazioni Combattenti e Reduci, Mutilati ed Invalidi, Caduti e Dispersi ed Avis di Caerano.
Durante la riunione è stato proiettato, gratuitamente, a cura del Gruppo Alpini, il film “Penne nere”.Nell’intervallo il segretario del gruppo Gino Garbujo ha commemorato, con brevi e commosse parole, la figura del socio scomparso Giuseppe Bresolin grande invalido di guerra ed alpino vecchia tempra combattente della guerra 1915-1918, rinnovando alla vedova le più vive condoglianze poi ha iniziato la sua relazione esponendo la situazione finanziaria amministrativa alla chiusura dell’ anno 1960, ricordando le varie manifestazioni ed in particolare la costruzione ed inaugurazione dei due pennoni alzabandiera ai lati del monumento ai caduti. Ha parlato del tesseramento dell’anno 1961, dell’adunata nazionale a Torino, della costituzione in senno al gruppo di un coro alpino, della visita ed assistenza morale ai soci ricoverati in luoghi di cura e della istituzione di un nucleo di donatori di sangue.
Ha preso poi la parola l’ing. Tonon rivolgendo un vivo elogio alla Presidenza, al consiglio direttivo ed ai soci ringraziandoli per l’invito e per l’accoglienza scarpona che Caerano gli ha sempre riservato compiacendosi per l’ organizzazione e lo spirito alpino dimostrato dai caeranesi in  ogni manifestazione ed esortandoli a continuare nelle loro belle iniziative di alto valore morale.
Ha parlato poi  l’arciprete dr don Camillo Pasin rivolgendo un plauso agli alpini soffermandosi particolarmente sul costituendo nucleo degli avisini incitandoli a contribuire generosamente nell’opera umanitaria dei donatori di sangue e complimentandosi per il grande numero di presenti e per lo spirito di fratellanza dimostrato dagli alpini in ogni loro iniziativa.
Il segretario, infine, ha ringraziato a nome della presidenza e di tutti i soci le Autorità, l’Arciprete, l’ing. Tonon e le varie rappresentanze, per averli onorati, della loro presenza augurandosi che questi incontri possano essere sempre più frequenti, per sentirsi sempre più uniti.
L’ orchestra del “trio baco” ha allietato i presenti esibendosi con molta maestria e riscuotendo molti applausi.
Al termine della riunione presso la sede del gruppo presso l’osteria “Al cacciatore” ha avuto luogola tradizionale bicchierata coi canti di montagna e la solita allegria, caratteristica degli alpini.

1960: La vita alpina a Caerano di San Marco

Anche a Caerano di San Marco come in altre località sedi di Sottosezioni o di Gruppi, si sono svolte, nei giorni scorsi, le votazioni per il rinnovo delle cariche sociali.
Sono risultati eletti: Gino Garbujo, Dario Rossi, Lino Venturini, Angelo Bonora Giovanni Brombal e Piero Berlato.
Nel corso del 1960 l’attività del Gruppo di Caerano di San Marco sarà intensificata. Degna di menzione l’iniziativa di innalzare su fili marmorei due stendardi a memoria imperitura di quanti fecero olocausto della loro vita alla Patria.
Vogliamo qui accennare fra l’altro al simpatico gesto dell’alpino Sergio Comunello che ha offerto in dono al gruppo una macchina da scrivere. Al Comunello, oltre al ringraziamento degli alpini di Caerano, vada anche quello del nostro Presidente.



















1961: Le penne nere di Caerano di San Marco donano il sangue all’autoemoteca Avis

Martedì 25 aprile una cinquantina di penne nere del gruppo A.N.A. di Caerano, con alla testa i dirigenti del gruppo stesso, si sono dati convegno, di prima mattina, presso le scuol.e comunali, per donare all’autoemoteca dell’Avis di Treviso un bel quantitativo di sangue.
E’ quanto mai significativo che in quel giorno, in cui in tutta Italia veniva celebrato l’annuale della Liberazione, cioè della guerra e dello spargimento violento di sangue, gli Alpini di quella ridente località, con una semplice cerimonia, ricordassero il sacrificio dei Caduti per l’Italia e nel contempo si unissero idealmente a Loro offrendo spontaneamente un po’ di se stessi per soccorrere l’umanità sofferente .
In tale occasione in senno al locale gruppo alpini, si è costituito il “Nucleo Donatori di sangue”ed è stata inaugurata e benedetta la “fiamma” offerta dagli amici avisini.
Dopo aver deposto due corone di alloro al Monumento ai Caduti, ai lati del quale montano la guardia due alti pennoni portabandiera offerti al Comune dalle penne nere locali e sul quale grandi bandiere tricolori, parole di circostanza sono state pronunciate dal cav. Guita  consigliere nazionale dell’Avis e dal tenente Manfren che in senno alla Sezione A.N.A. di Treviso cura la costituzione e il potenziamento dei “nuclei alpini donatori di sangue”.
Poi, come d’uso, gli alpini-donatori hanno provveduto a ricostituire il sangue donato con una generosa … “beverata” e relativo “rancio” di circostanza.
Così ancora una volta si è dimostrata la generosità dei soldati della montagna i quali , donando un po’ di se stessi, hanno ricordato che la trasfusione del sangue è legge  d’amore e di solidarietà umana e cristiana.

1963: Notizie dai gruppi

Nel XX anniversario della battaglia di Nikolajewka il Gruppo Alpini di Caerano di San Marco, facendo eco all’appello dell’amatissimo presidente nazionale avv. Ettore Erizzo, ha commemorato solennemente tale tale storico ed eroico avvenimento.
Al suono di un’ipotetica sveglia veci e bocia animati da quello spirito che proprio di tutta la fameja alpina, nella prima mattinata del 26 gennaio si sono riversati nella locale piazza per partecipare ad una cerimonia che li avrebbe riportati, se pure per poco, ai momenti drammatici di quel fatto d’arme. Così verso le ore 9.30 più di duecento alpini si sono radunati presso la sede sociale. Di qui il corteo di penne nere si è avviato verso la chiesa parrocchiale, nella quale un cappellano militare ha celebrato la S. Messa in suffragio dei Caduti.
Ultimato il sacro rito, si è ricomposto il corteo che si è portato nella piazza del monumento. Dopo la deposizione di corone in onore dei Caduti in guerra e dei Caduti civili, ha parlato il segretario del gruppo Gino Garbujo che, con semplici ma commoventi espressioni, ha rievocato la gloriosa battaglia di Nikolajewka e il lutto degli alpini, invitando quindi i presenti ad un  minuto di silenzio. Si sono veduti molti veci piangere nel ricordare, in quel significativo minuto, le bufere di neve, il sibilio delle pallottole e il lamento dei feriti. Alla manifestazione è intervenuto anche il cav. Luigi Tiberio, sindaco di Caerano.

1968:  IL RITORNO DI ALTRE “PENNE MOZZE”

Sono ritornati. Sono ritornati – altri ancora – su questo suolo partrio da cui partirono per adempiere valorosamente il Loro dovere. Lontani si immolarono, in valli inospitali e su brulli monti, avendo negli occhi le immagini care del paese natio. Proprio per questo ci siamo sentiti a Loro più vicini nel giorno in cui i gloriosi resti sono stati accolti dall’amore dei congiunti, dei compagni d’arme e dei concittadini.
          Il “bocia” V.C.

I nostri Alpini caduti  - rientrati recentemente in Patria ed accompagnati all’ ultima dimora da commilitoni e popolo, con solenne onoranze – sono:
Alpino Evaristo Polizzari classe 1918, 7° alpini, battaglione “Feltre” caduto a Brakul (Albania) il 27 dicembre 1940.
Alpino Alfredo Vendramini 7° Alpini, battaglione “Cadore”, deceduto il 27 settembre 1945 per malattia contratta nei campi di concentramento in Germania.  







L’adunata di Caerano il 9 giugno 1968 per il decennale

Sebbene la giornata si presentasse metereologicamente assai incerta, una notevole quantità  di “Penne nere” è afflita a Caerano di San Marco il 9 giugno per la grande manifestazione indetta per commemorare il 50° anniversario della Vittoria, e per onorare la memoria del generale Franco Magnani – medaglia d’oro di Russia – recentemente deceduto e al cui nome gli alpini di Caerano hanno voluto intitolare il proprio Gruppo.
La fanfara del 7° Alpini e quella di Maser, oltre ai cori “Stella Alpina” del nostro gruppo città, “Montegrappa” di S. Zenone  e “Piccolo Alpino” del collegio Turazza di Treviso, hanno festosamente accolto i partecipanti con musiche e canti alpini.
Sono intervenuti oltre che il nostro vessillo, quelli delle sezioni di Belluno e di Conegliano e i gagliardetti di S. Lucia di Piave, Carbonera, Casella d’Asolo, Paderno, Castelcucco, Campodipietra, Ormelle; le bandiere delle locali sezioni dell’associazione mutilati ed invalidi di guerra, e dell’associazione ex internati, i labari della sezione artiglieri e dell’Avis.
Tra le autorità: il Amedeo Rocco in rappresentanza del presidio militare di Treviso gen. Enrico Mino, il ten. Col. Mario Marcolin in rappresentanza del comandante  la Zona militare, il cap. Sergio Botta del 7° Alpini, il cap. Pagnacco del 2° stormo caccia CBR di Istrana, Mario Gatto dell’associazione ex internati di Treviso, il mar. Dagord comandante la stazione carabinieri di Montelluna, Brugar dell’associazione arma aeronautica; erano infine presenti il sindaco Sergio Volpato e l’arciprete don Pietro Signorotti oltre a numerosi membri del consiglio direttivo della nostra sezione : il presidente arch. Pietro del Fabbro ha concluso con espressioni di elogio per la bravura organizzativa di cui hanno dato nuova prova gli alpini di Caerano.
Le autorità sono poi intervenute al rinfresco offerto dall’ amministrazione comunale, e gli alpini sono festosamente affluiti al ben fornito chiosco organizzato dal gruppo. Poi il tempo si messo al brutto, ma socio Sergio Comunello ha tanto gentilmente messo a disposizione le sue autocorriere per il trasporto dei partecipanti fino alla grande mensa alpina allestita nei locali dell’azienda di cui è titolare lo stesso Comunello; assai appropriato anche l’arredamento con tricolore e motivi alpini, eccellente l’organizzazione distributiva delle pietanze con viva soddisfazione dei 1200 ospiti.
Finita la pioggia (e anche il rancio) la manifestazione è continuata con l’ applaudita esibizione di cori e di fanfare nel piazzale principale del paese. Da parte nostra ripetiamo la meritata ammirazione per i bravi alpini di Caerano, ed esprimiamo la cordiale gratitudine al socio Sergio Comunello.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu