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Anno 2000 a oggi

Rassegna stampa

2018

TRIBUNA DI TREVISO  15 OTTOBRE 2018

Gli alpini compiono 60 anni Festa, mostre e sfilata Ana


la manifestazionePenne nere in festa. È andato in scena l'orgoglio degli alpini ieri a Caerano, dove il locale gruppo dell'Ana ha festeggiato i 60 anni dalla fondazione. A dire il vero la sua storia sarebbe ancora più lunga dal momento che prima della Seconda Guerra Mondiale esisteva un Gruppo di alpini inquadrato nella "Sezione di Cornuda del X Reggimento Alpini", costituito da 37soci, molti reduci della guerra 1915-1918. Solo che poi si era sciolto e l'attuale gruppo fa risalire la sua nascita al 1958, come Gruppo alpini Caerano San Marco "M.O. gen. Franco Magnani". Sono passati sessant'anni da allora, dunque, e ieri c'è stata la tantoa ttesa cerimonia del 60esimo anniversario che ha visto gli alpini di Caerano assieme ad alpini di altri gruppi sfilare dalla propria sede di via Cavour fino al Monumento dei Caduti dove ci sono stati l'alzabandiera, la deposizione di una corona d'alloro e anche i discorsi commemorativi. La festa, baciata da condizioni climatiche ideali, era iniziata già la sera prima, quando erano state inaugurate due mostre nella sala parrocchiale: quella sulla storia del gruppo e l'altra sulla Grande Guerra, e ieri c'è stata la celebrazione ufficiale. Un gruppo attivo nel mondo sociale quello di Caerano, come lo sono i gruppi alpini: opera infatti al fianco della parrocchia con una raccolta alimentare, organizza varie escursioni, cura la manutenzione del monumento ai Caduti. Il sessantesimo anniversario del gruppo Ana è stato così un momento di grande festa e di memoria storica per tutto il paese, visto che Caerano San Marco che con gli alpini dell'Ana ha intrecciato una parte molto importante della sua storia. --Enzo Favero



15 ottobre 2018   sez.





2015



TRIBUNA DI TREVISO  25 agosto 2015  

Svaligiate le sedi del calcio e degli alpini.

Doppio colpo nella notte a Caerano, i ladri fuggono con l’impianto stereo e varie attrezzature. Zaia: "Basta"


CAERANO. Colpo nella notte al campo spotivo del Calcio Amatori Caerano, in via Cavour in località Cristo. E già che c'erano, i ladri hanno rubato anche nella vicina sede degli alpini di Caerano. Sono stati più i danni che il bottino. Per entrare nel campo da calcio degli Amatori i ladri hanno fatto due buchi nella recinzione, in modo da raggiungere i due piccoli edifici adibiti a bar e a magazzino. Nel locale adibito a bar hanno provato a forzare la porta, senza però riuscirci, e così si sono limitati a rubare il neon esterno. Poi hanno preso di mira l'edificio adibito a deposito e magazzino.

Hanno provato anche lì a forzare le porte, riuscendo però solo a rompere le maniglie delle quattro porte. Solo dal deposito attrezzi sono riusciti a rubare un trapano e si sono portati via le chiavi del trattorino. Avevano provato a portare via anche il rasaerba, ma non ci passava per il buco fatto nella recinzione e quindi lo hanno abbandonato lì.

Alla fine sono stati più i danni fatti, che ammontano a circa 1500 euro, che il bottino portato via. E nel mirino della stessa banda anche la vicina sede degli alpini di Caerano.

Nella casetta non hanno provato a forzare porte o finestre visto l'insuccesso dei tentativi alla sede del Calcio Amatori, ma hanno scelto la via del tetto, calandosi all'interno dopo aver rotto un lucernario. Dalla sede degli alpini hanno portato via l'impianto stereo, quindi lì hanno fatto un bottino più consistente.

Duro il commento del presidente del Veneto Luca Zaia:


“Ladruncoli, ladroni, delinquenti o criminali incalliti non fa differenza: occorre tolleranza zero contro ogni crimine, dal più ‘piccolo’ al più grave. La chiediamo e la pretendiamo da chi, il Governo nazionale, ha la responsabilità istituzionale di garantire la sicurezza dei cittadini".



• OggiTreviso Domenica 15 Marzo 2015

• Sartori confermato alla guida delle Penne Nere

Sartori confermato alla guida delle Penne Nere
Gli Alpini di Caerano San Marco hanno rinnovato il consiglio direttivo






CAERANO - Gli Alpini di Caerano S.Marco hanno riconfermato per il terzo mandato Giglio Sartori (nella foto il sindaco di Caerano Chiara Mazzocato, il presidente sezione alpini di Treviso Raffaele Panno e il capogruppo Giglio Sartori).


Le votazioni si sono svolte domenica 15 marzo in concomitanza del pranzo sociale e l’elezione è avvenuta mercoledì 18 marzo dopo lo spoglio delle schede e la prima convocazione del nuovo consiglio direttivo uscito dalle urne, ha presieduto la seduta il consigliere anziano Poloniato Luigi il quale ha proposto al nuovo consiglio come capogruppo; il capogruppo uscente Sartori Giglio.


Il nuovo consiglio direttivo ha approvato per alzata di mano all’unanimità.
Dopo la nomina Sartori ha ribadito ciò che  aveva detto nel suo intervento durante il pranzo sociale e cioè: gli impegni che si assumono vanno portati a termine, che il lavoro va fatto col massimo sforzo e la più grande onestà, ha anche detto di mettere a tacere vecchie beghe, i rancori del passato; per iniziare un nuovo percorso di collaborazione e stima come vuole lo spirito Alpino.

Durante la seduta sono stati assegnati i nuovi incarichi.
Capogruppo Giglio Sartori; Vicecapogruppo Sandro Bordin e Corrado Morlin. Cassiere Walter Montagner. Segretario Ivano Tesser. Consiglieri: Daniele Bonora, Eugenio Bordin, Renato Camozzato, Mario Casagrande, Luciano Foscarini, Neddo Gallina, Galliano Mondin, Paolo Morlin, Ronnie Nardi, Giandomenico Perizzolo, Franco Poloniato, Luigino Poloniato, Paolo Precoma, Robert Tedesco.
Rappresentanti simpatizzanti: Odo Bordin, Cosimo Caruso, Mario De Marchi, Ivan Morlin, Pietro Poloniato







2013



CORRIERE DELLE ALPI a Fortogna
In 200 per la sepoltura dei coniugi Spadetto

10 novembre 2013


In 200 per la sepoltura dei coniugi Spadetto

LONGARONE. Sono saliti in 200 fino a Longarone, da Caerano San Marco, per accompagnare i loro due concittadini: Giannino Spadetto e Franca Bolamperti, marito e moglie, portati via 50 anni fa dall’onda del Vajont. Hanno raggiunto Rosanna, la loro figlia che già l’anno scorso era stata portata al cimitero delle Vittime a Fortogna. Insieme, fino al 9 ottobre 1963 vivevano a Malcolm, nella villa dove la Lampugnani aveva insediato una filatura, filiale di quella più grande di Caerano, della quale proprio Spadetto era direttore. E con loro vivevano altri lavoratori provenienti da Caerano, insieme alle loro famiglie. «In totale 31 persone», ha ricordato il sindaco di Castellavazzo Sonia Salvador, «spazzate via in quella tragica notte, che ora costituiscono un ponte tra le nostre comunità».

La cerimonia si è aperta sotto un cielo uggioso e carico di pioggia, quando la delegazione di Caerano San Marco è arrivata al cimitero delle vittime del Vajont a Fortogna per la deposizione delle due urne. Tra le autorità c’erano il sindaco Angelo Ceccato, e il sindaco di allora Sergio Volpato, che ha lasciato un ritratto del suo concittadino e collaboratore: Spadetto era anche consigliere comunale di Caerano. Dopo un momento di preghiera, guidato dal parroco di Fortogna don Francesco Santomaso e accompagnato dal “Signore delle cime” cantato dal coro parrocchiale di Caerano, la parola è passata alle autorità civili, all’interno della cappella del cimitero: «Ringraziamo con tutto il cuore la comunità longaronese per le tante attività sostenute per mantenere viva la memoria del Vajont», ha dichiarato Ceccato, «e perché ha sempre voluto partecipare, con una delegazione, anche alle manifestazioni che il nostro Comune ha organizzato. Questo è un periodo che ci deve chiamare ad una grande riflessione: in questi anni stiamo vivendo il 50° anniversario del disastro, e tra poco il 100° anniversario dall’inizio della prima guerra mondiale: due pagine della storia mondiale che hanno segnato profondamente il territorio veneto, e che sono allo stesso modo esempi dell’arroganza dell’uomo». «Questa cerimonia rafforza il legame tra la comunità del Vajont e Caerano», ha aggiunto il sindaco di Longarone, Padrin, «in particolare con Longarone, che con il Comune del Trevigiano ha stretto da tempo un patto di amicizia, proprio in nome del disastro. Ora finalmente i resti delle vittime di quella notte terribile, compresi quelli dei 31 caeranesi, sono tutte insieme qui, nel cimitero di Fortogna».

Michele Giacomel




2003
: L’escursionismo culturale degli Alpini di Caerano

Già dal 2002, anno internazionale della montagna, il Gruppo Alpini di Caerano di San Marco ha iniziato un’attività di escursionismo con l’intento di rafforzare lo spirito alpino, far conoscere i luoghi dove maggiormente si respira aria pulita e lo spirito dei luoghi cari agli Alpini anche a famigliari e amici che non  hanno avuto la fortuna di fare al naja negli alpini.
Le escursioni programmate nel 2002: Ortigara e Gallerie del Pasubio e quelle del 2003 : Forte Vezzena e Altipiano di Asiago, Lagazuoi con le gallerie di guerra restaurate dagli Alpini e Cima Vallona, ci hanno portato in luoghi paesaggisticamente stupendi ma anche carichi di storia. La partecipazione è andata via via aumentando sino a consolidarsi in un gruppo entusiasta e variegato, con donne e bambini di tutte le età, che ha dato grande soddisfazione agli organizzatori.
E’ stata particolarmente interessante l’ ultima uscita del 2003 a Cima Vallona, dove nel 1964 un attentato terroristico degli indipendentisti altoatesini è costato la vita a quattro soldati italiani, fra cui l’ alpino Aldo Piva da Vidor , amico di un nostro socio. Il Gruppo ha voluto ricordarlo con un minuto di raccoglimento e un mazzo di fiori nella cappella commemorativa che si trova all’ imbocco della valle. Tutti i partecipanti ringraziano il socio Gino Bonora per gli itinerari proposti e gli interessanti cenni storici di volta in volta enunciati e si augurano di poter continuare anche quest’anno con grande entusiasmo in queste bellissime escursioni.
      Gruppo Alpini Caerano di San Marco

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