Traslazione fam. Spadetto - alpinicaerano

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Traslazione fam. Spadetto

Manifestazioni > 2013


Sabato 9 novembre 2013
LONGARONE. Sono saliti in 200 fino a Longarone, da Caerano San Marco, per accompagnare i loro due concittadini: Giannino Spadetto e Franca Bolamperti, marito e moglie, portati via 50 anni fa dall’onda del Vajont. Hanno raggiunto Rosanna, la loro figlia che già l’anno scorso era stata portata al cimitero delle Vittime a Fortogna. Insieme, fino al 9 ottobre 1963 vivevano a Malcolm, nella villa dove la Lampugnani aveva insediato una filatura, filiale di quella più grande di Caerano, della quale proprio Spadetto era direttore. E con loro vivevano altri lavoratori provenienti da Caerano, insieme alle loro famiglie. «In totale 31 persone», ha ricordato il sindaco di Castellavazzo Sonia Salvador, «spazzate via in quella tragica notte, che ora costituiscono un ponte tra le nostre comunità».
La cerimonia si è aperta sotto un cielo uggioso e carico di pioggia, quando la delegazione di Caerano San Marco è arrivata al cimitero delle vittime del Vajont a Fortogna per la deposizione delle due urne portate da Alpini e Fanti di Caerano. Tra le autorità c’erano il sindaco Angelo Ceccato, e il sindaco di allora Sergio Volpato, che ha lasciato un ritratto del suo concittadino e collaboratore: Spadetto era anche consigliere comunale di Caerano. Dopo un momento di preghiera, guidato dal parroco di Fortogna don Francesco Santomaso e accompagnato dal “Signore delle cime” cantato dal coro parrocchiale di Caerano, la parola è passata alle autorità civili, all’interno della cappella del cimitero: «Ringraziamo con tutto il cuore la comunità longaronese per le tante attività sostenute per mantenere viva la memoria del Vajont», ha dichiarato Ceccato, «e perché ha sempre voluto partecipare, con una delegazione, anche alle manifestazioni che il nostro Comune ha organizzato. Questo è un periodo che ci deve chiamare ad una grande riflessione: in questi anni stiamo vivendo il 50° anniversario del disastro, e tra poco il 100° anniversario dall’inizio della prima guerra mondiale: due pagine della storia mondiale che hanno segnato profondamente il territorio veneto, e che sono allo stesso modo esempi dell’arroganza dell’uomo». «Questa cerimonia rafforza il legame tra la comunità del Vajont e Caerano», ha aggiunto il sindaco di Longarone, Padrin, «in particolare con Longarone, che con il Comune del Trevigiano ha stretto da tempo un patto di amicizia, proprio in nome del disastro. Ora finalmente i resti delle vittime di quella notte terribile, compresi quelli dei 31 caeranesi, sono tutte insieme, nel cimitero di Fortogna».

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